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Forse…. Resi più consci, mai Arresi.

Forse l'esperienza siciliana del galleggiamento permanente, che porta a trasformarsi e a non cambiare, mi porta ad essere ancora più convinto della giustezza di combattere per un buon terreno di coltura (tessuto democratico si diceva una volta) facendo semplicemente il proprio dovere in ambito lavorativo, familiare e comunitario. Forse perché mi hanno sempre colpito storie di persone che quando devono avere un incarico o una possibilità di cimentarsi per raggiungere un traguardo, in tutti i campi dalla professione al gioco, dallo sport alla politica, sono sottoposte ad esami minuziosi di merito e di metodo, perché per esse la strada in salita è più in salita di chiunque altro, al contrario di altre storie che rasentano l'inverosimile tanta la facilità per cui alcuni prendono quello che vogliono e nessuno fiata, nessuno ha niente da ridire, non ci sono ostacoli che tengano, sarà il "destino cinico e baro" di saragattiana memoria, sarà la dignità dei primi o l'inv...

Peculiarità e criticità ..

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La riflessione che mi ha portato a considerare la quotidianità come tratto distintivo e caratterizzante del mio agire pratico clinico-assistenziale è quella per cui, secondo me, essa innanzitutto compendia la misura del cambiamento ed è incontro, convivenza e al tempo stesso conoscenza. E’ infatti nella dimensione spazio-temporale della vita di tutti i giorni, luogo della riproduzione della normalità e della follia, che incontriamo l’altro, dimensione che ci consente di cogliere l’individuo nella sua interezza, con le sue fantasie e le sue angosce, le sue capacità e le sue insufficienze, la sua diversità e le sue aspettative. La quotidianità che si deve cercare di favorire, quindi, è il vivere la presenza degli operatori non come presenza rassicurante, ma come dimensione relazionale orientata al cambiamento. Da ciò emerge, come base del nostro intervento, un nuovo parametro: la prospettiva di un trattamento possibile le cui linee guida possiamo proporre con questa sequenza: 1) r...

Il tempo nostro ! ? ! ? !

Il gesto per il gesto, la lotta per la lotta, ecc., e specialmente l’individualismo gretto e piccino, che poi è un capriccioso soddisfare impulsi momentanei, ecc. (In realtà, il punto è sempre quello dell’"apoliticismo" italiano, che assume queste varie forme pittoresche e bizzarre). L’individualismo è solo apoliticismo animalesco, il settarismo è “apoliticismo”, e, se ben si osserva, infatti, il settarismo è una forma di “clientela” personale, mentre manca lo spirito di partito che è l’elemento fondamentale dello “spirito statale”. La dimostrazione che lo spirito di partito è l’elemento fondamentale dello “spirito statale” è uno degli assunti più cospicui da sostenere e di maggiore importanza; viceversa l’“individualismo” è un elemento animalesco, “ammirato dai forestieri”, come gli atti degli abitanti di un giardino zoologico. (Antonio Gramsci)

La credenza che la realtà che ognuno vede sia l'unica realtà è la più pericolosa di tutte le illusioni. (Paul Watzlawick)

E' certamente difficile intervenire sul dramma del ragazzo di sedici anni suicida a Lavagna, ma credo che sia giusto esprimere il proprio pensiero di fronte a cose che turbano giustamente l'intera opinione pubblica nazionale. Io ritengo che quanto accaduto vada inquadrato nell'ambito della genitorialità. Perciò sono fermamente convinto che ognuno deve svolgere il proprio compito e non può demandarlo ad altri soprattutto ad una istituzione repressiva che per definizione non ha "finalità pedagogica" o di sostegno, per cui nell'interfacciarsi con questo tipo di problematica occorre avere consapevolezza del proprio ruolo e non invadere quello degli altri nella fattispecie Ser.T (Servizio per la Tossicodipendenza), NPI (Neuropsichiatria infantile) e Servizi Minorili dove ci sono le professionalità adeguate a sostenere e a cercare di far evolvere in maniera equilibrata un'adolescente e il suo sistema familiare e relazionale in genere. Per prima cosa bisogna aver...

Liberi di muoversi, liberi di stare fermi. Liberi di essere.

"Quando non ho denaro per viaggiare, non ho nessun bisogno, cioè nessun bisogno reale e realizzantesi di viaggiare" - sosteneva Marx nei suoi manoscritti - "Se ho una certa vocazione per lo studio, ma non ho denaro per realizzarla, non ho nessuna vocazione per lo studio, cioè nessuna vocazione efficace, nessuna vocazione vera. Al contrario, se io non ho realmente nessuna vocazione per lo studio, ma ho la volontà e il denaro, ho una vocazione efficace. Il denaro, in quanto è il mezzo e il potere esteriore, cioè nascente non dall'uomo come uomo, né dalla società umana come società, in quanto è il mezzo universale e il potere universale di ridurre la rappresentazione a realtà e la realtà a semplice rappresentazione: trasforma tanto le forze essenziali reali, sia umane che naturali in rappresentazioni meramente astratte e quindi in imperfezioni, in penose fantasie". Questo spiegherebbe perché colui che non ha denaro, occasioni, possibilità sia un uomo allenato da se...

Tenacia e Passione

“Un sasso gettato in uno stagno - scrive Gianni Rodari in Grammatica della fantasia - suscita onde concentriche che si allargano sulla superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati in vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra loro". Il nostro impegno è far diventare la nostra presenza quotidiana come il sasso nello stagno che produce le sue onde.

Valutazione e Stima

Alla base dell'autostima c'è l'autovalutazione, la quale può esprimersi come sopravvalutazione o come autosvalutazione o sottovalutazione per una considerazione errata che ciascuno può avere di se stesso rispetto agli altri o alla situazione in cui di volta in volta si trova ad operare. L'oscillazione della valutazione che uno ha di sé è in stretta relazione con il concetto di Sé e di Compensazione. Una riflessione organica sul Sé è stata proposta da diversi psicoanalisti, i quali sostenevano che i sentimenti, le idee, le scelte e le azioni dell'uomo raggiungono il loro più alto sviluppo nella "reciprocità sociale", ma iniziano e terminano nella "intimità del Sé cosciente". Perciò il processo psichico non trova il suo compimento nell'adattamento o nell'autorealizzazione, ma in un percorso che trascende la realtà e le potenzialità individuali e che si esprime nella "espansione del Sé", attraverso "azioni creative" che ...