La strategia degli struzzi? No, grazie.

Di fronte al panorama politico attuale che va dal risultato elettorale al tradimento della Proposta “Italia Bene Comune”, dalla decadenza di Senatore di Berlusconi alla sentenza della Corte Costituzionale sulla incostituzionalità della legge elettorale, non possiamo fare come gli struzzi e nascondere la testa sotto la sabbia. Nella nostra discussione congressuale non si parla in modo approfondito e conducente delle nostre difficoltà, almeno in Sicilia. Provo a dire quello che penso al proposito, SEL soprattutto nelle grandi città a partire da Palermo, Catania e Messina ha un modesto insediamento territoriale ed un gruppo dirigente poco individuabile come tale perché, pur con tutti gli sforzi possibili e immaginabili, è lontano dagli interessi legittimi di chi a parole diciamo di rappresentare (ceti meno abbienti e settori produttivi) ed è lontano anche dalle battaglie verso chi vogliamo contrastare cioè il sistema di potere assistenzialistico, clientelare e mafioso oltre che parassitario. Abbiamo dato e diamo l'impressione, proprio per questa debolezza intrinseca, di un gruppo dirigente etero diretto non in grado di avere una propria proposta politica autonoma e di andare al traino non tanto di questa o quell'altra forza politica, ma addirittura di questa o quell'altra personalità del panorama politico siciliano del centro sinistra sia che si chiami Rita Borsellino, Anna Finocchiaro o Leoluca Orlando piuttosto che Antonello Cracolici, Peppe Lumia o Saro Crocetta, o, più recentemente Renato Accorinti o Enzo Bianco, tutte persone che alla fine della fiera in questi anni, tranne Accorinti per il quale vale il beneficio del dubbio, hanno premesso i loro interessi di bottega e di sedia all'obiettivo della costruzione di una vera alternativa. O, ancora, per restare al nostro interno, abbiamo dipeso dall’umore e dalla volontà di Nichi Vendola, di Ciccio Ferrara, di Gennaro Migliore piuttosto che di Claudio Fava o di Francesco Forgione. Da qui bisogna ripartire e per fare questo dobbiamo immediatamente mettere in discussione noi stessi già nel Congresso Regionale per avere la possibilità di darsi un nuova direzione regionale più agile e snella che facendo tesoro dei propri errori rimetta al centro il nostro ruolo propulsivo per il cambiamento possibile. Cominciando ad interrogarsi su quale può essere il senso della nostra presenza politica organizzata, come SEL e come centro sinistra, del nostro ruolo politico e che possibilità abbiamo di andare avanti e indicare prospettive diverse di un nuovo sviluppo sostenibile nella legalità e nella trasparenza. Insomma non mi preoccuperei eccessivamente delle ambiguità e della pochezza politica e culturale dei nostri “avversari” e dei nostri “alleati” alle prese con divisioni e lotte di potere tradotte nella nascita del NCD e rinascita di FI e nelle primarie del PD, ma invece in questa fase e rapidamente punterei la nostra attenzione a noi stessi, ai nostri comportamenti, ai nostri atteggiamenti, all’esempio che riusciamo a dare alle nuove generazioni e nei settori dove ognuno di noi è impegnato nel quotidiano. Non mi preoccuperei della tattica ma della strategia al fine di poter dire la nostra in una possibile riorganizzazione del campo politico che attualmente prelude ad un possibile sfondamento di un pericoloso trasformismo fagocitante, ben evidenziato dal governo delle larghe intese a livello nazionale e dal governo Crocetta a livello regionale. In questo mare magnum, autocriticamente dobbiamo dirlo, siamo immersi anche noi da troppo tempo, magari per responsabilità piccole o grandi di ognuno di noi che siamo cresciuti in questa terra, perciò oggi dobbiamo fare crescere dentro di noi gli anticorpi, dobbiamo essere più maturi e liberi, perché il nostro compito è contrastare con tutte le nostre forze la deriva e la palude del “si può” e della semplice gestione del quotidiano, dobbiamo assolutamente ridare fiducia e speranza alla nostra gente, a quanti non vogliono abbassare lo sguardo di fronte al potente di turno, e però dobbiamo innanzitutto averla noi la fiducia e la speranza. Non possiamo permetterci il lusso che prenda il sopravvento una sorta di smarrimento o peggio di rassegnazione anche tra noi, l’unico modo per combattere questi sentimenti sta nell’abbandonare retro pensieri, vecchi rancori, pensando che le scelte di tutti noi sono sempre state fatte e sempre lo saranno in perfetta buona fede, sta nella capacità di indignarsi di fronte alla “fiction” in cui molti vorrebbero relegare la politica. Per prima cosa dobbiamo assolutamente smetterla di parlare di “alleanze elettorali” o di liste fatte col bilancino o di “primarie farsa” (parlo delle nostre, naturalmente) o peggio autocelebrarci e minimizzare quanto avvenuto in molte realtà e addirittura negli stessi Congressi Provinciali dove si sono chiuse le porte ad interi pezzi di partito pur di galleggiare navigando a vista senza una direzione e una prospettiva chiara. Abbiamo il dovere di andare oltre, presentare i nostri programmi e scegliere un gruppo dirigente libero e autonomo a tutti i livelli comunale, provinciale, regionale e nazionale. Solo così, uscendo la testa dalla sabbia e guardando più in là del nostro naso e dei nostri piccoli interessi e traguardi personali, riusciremo a ridare speranza e voglia di futuro ad un nuovo centro sinistra e al nostro popolo. Vittoria, 07-12-13 Enzo Cilia (consigliere comunale SEL)

Commenti

  1. Al 7 dicembre non parlerei di :"SEL soprattutto nelle grandi città a partire da Palermo, Catania e Messina ha un modesto insediamento territoriale ed un gruppo dirigente poco individuabile come tale perché, pur con tutti gli sforzi possibili e immaginabili, è lontano dagli interessi legittimi di chi a parole diciamo di rappresentare (ceti meno abbienti e settori produttivi) ed è lontano anche dalle battaglie verso chi vogliamo contrastare cioè il sistema di potere assistenzialistico, clientelare e mafioso oltre che parassitario". Bisogna dare credito ai nuovi coordinatori e non parlare del passato utilizzando il presente ancor più che i congressi provinciali delle tre città enunciate si sono conclusi la scorsa settimana.
    Scritto questo mi trovo d'accordo sul migliorare la nostra presenza e autonomia di sinistra, tracciando però una strada, quella giusta, che ci veda promotori della rinascita della sinistra in termini non solo di consensi ma di affidabilità.

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